Oggi voglio rendere omaggio ad alcune donne importanti che hanno fatto la storia design e dell’architettura, nonostante in passato la figura della donna sia spesso rimasta ai margini della progettualità.

Grandi donne del design, delle vere e proprie pioniere, che hanno creato, progettato, sperimentato, rischiato e sfidato un contesto non facile.

Eileen Gray e la sua Villa E.1027. Photo credit Rebecca Marshall

A lungo dimenticata nel dopoguerra, la designer Eileen Gray è stata una designer di mobili e un architetto irlandese, considerata una pioniera dell’estetica dell’International Style. Fu una delle prime studentesse ammesse alla Slade School of Fine Art e venne ben presto in contatto con Gropius, Le Corbusier, Robert Mallet-Stevens e Jean Badovici. Persuasa da Le Corbusier e da Jean Badovici, iniziò ad interessarsi di architettura e, con quest’ultimo, progettò la villa E-1027, di cui curò oltre alla struttura architettonica anche tutti gli arredi ispirati alle teorie del Bauhaus. Fu una delle prime ad utilizzare strutture tubolari in acciaio e gran parte delle sue opere sono ancora prodotte da ClassiCon e Aram.

Charlotte Perriand nel suo studio a Montparnasse, ca. 1934, ©Pierre Jeanneret, 2010, ProLitteris, Zurich.

Una delle grandi donne della del XX sec. è certamente Charlotte Perriand, il cui nome è generalmente collegato a quello di Le Corbusier e Pierre Jeanneret, con i quali firma alcuni tra i più prestigiosi oggetti di équipement degli anni Venti. La sua attività è molto più complessa e comprende anche la produzione di mobili e oggetti, architetture, interni, allestimenti.  In seguito ad un lungo soggiorno in estremo oriente negli anni ’40, rivelerà appieno il suo talento d’artista attraverso una reinterpretazione della realtà dell’abitare che mette in risonanza tradizione e modernità. Molti prodotti firmati Perriand sono in produzione nella serie Cassina, Maestri.

Ray Eames e Il soggiorno della casa degli Eames a Los Angeles nel 1949. Photo credit Timothy Street-Porter Eames Office

La designer Ray Eames nacque in California, nel 1912, e si trasferì a New York nel 1929, dove Ray studiò pittura alla Art Students League. Alla morte di sua madre, Ray si iscrisse alla Cranbrook Academy a Bloomfield Hills, nel Michigan, dove conobbe Charles Eames, a quel tempo a capo del dipartimento di design industriale. Ben presto Ray si aggiunseal team che collaborava ai progetti di Charles Eames ed Eero Saarinen, che i due designer intendevano sottoporre al concorso “Organic Design in Home Furnishings”. Nel 1941 Charles Eames sposò Ray e la coppia si trasferì a Los Angeles, dove Charles disegnò i set per MGM Studios e Ray Eames lavorò come graphic designer per “Art & Architecture Magazine”. Ray Eames continuò a svolgere un ruolo importante nello sviluppo dei mobili. Nel 1946 MOMA allestì la mostra “New Furniture di Charles Eames”, con i prototipi dei mobili in compensato progettati da Charles e Ray Eames. I mobili disegnati da Charles e Ray Eames sono prodotti principalmente da Herman Miller e Vitra hergestellt.

Gae Aulenti nel suo studio, dietro di lei la lampada Pipistrello

Icona della storia dell’architettura italiana riconosciuta anche all’estero, è l’architetto Gae Aulenti, che è stata progettista, designer, urbanista, e scenografa. Ha lasciato un segno indelebile in numerose città di tutto il mondo riuscendo ad imporsi come una figura a tutto tondo in un settore a lungo considerato prevalentemente maschile. Dopo la laurea nel 1953 presso il Politecnico di Milano, nei primi Anni 80 diventa direttore artistico di Fontana Arte, per cui progetta intramontabili lampade e oggetti d’arredo. Tra i suoi progetti più noti, che le ha dato fama mondiale, ricordiamo la trasformazione della stazione ferroviaria di Paris Orsay in Museo di Arte Moderna Musée d’Orsay.

Photo credit: Lina Bo Bardi and The National Museum of Art, Architecture and Design, Norway

Lina Bo Bardi è una delle figure più rivoluzionarie nell’architettura italiana,e non solo, del Novecento. Dopo essersi laureata a Roma con una tesi sugli edifici per ragazze madri, si trasferisce a Milano, dove inizia a collaborare con Carlo Pagani e con lo studio di Gio Ponti, mantenendo allo stesso tempo un’intensa attività editoriale), grazie alla quale nel 1944 diventerà vicedirettore di Domus. Nel 1945 sarà tra i fondatori del Movimento Studi Architettura (MSA), prima di trasferirsi, l’anno seguente, in Brasile con il marito Pietro Maria Bardi, che dirigerà il Museo d’Arte di San Paolo. Qui costruirà la sua prima opera, la Casa de Vidro, sua residenza e ora sede della fondazione a lei dedicata, oltre al Masp, il Museo d’Arte di San Paolo, tuttora il più importante dell’America Latina, il Museo di Arte Popolare di Bahia e, sempre a Bahia, la casa del Benin.

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