Circa due settimane fa ho visitato per la prima volta Palazzo Martelli a Firenze, un luogo affascinante, un’antica casa fiorentina rimasta pressoché intatta, che contiene ancora oggi opere importanti, scarsamente conosciute, e magnifici ambienti, che conservano le decorazioni e gli arredi originali, quali le stanze “paese” al piano terra, l’elegante scalone, la magnifica quadreria con le stanze del piano nobile, i salotti giallo e rosso, la cappella, il salone da ballo.

A un passo da piazza del Duomo, sull’antica via della Forca, si trova infatti la “casa” che, per conto di Niccolò e Giuseppe Maria Martelli, l’architetto Bernardino Ciurini, i pittori Vincenzo Meucci, Bernardo Minozzi e Niccolò Contestabile, con lo stuccatore Giovan Martino Portogalli, trasformarono a partire dal 1738 nel palazzo che vediamo adesso. Attraverso le stanze recentemente ristrutturate secondo il gusto dell’epoca, si è costituita una casa-museo unica nel suo genere, nata dalla stratificazione creata da una famiglia nobiliare nei secoli.  Il percorso espositivo si sviluppa in modo circolare, a partire dallo scalone d’onore, per rendere più godibile la collezione agli ospiti-visitatori di quella che oggi rappresenta l’ultimo esempio fiorentino di raccolta costituita fra Sei e Settecento in mano pubblica, ricca di capolavori come l’Adorazione del Bambino di Piero di Cosimo, i due pannelli nuziali del Beccafumi, le magnifiche tele di Luca Giordano e Salvator Rosa.
Le sale sono inoltre decorate con affreschi di varie epoche che vanno del Seicento all’Ottocento e conservano ancora oggetti, mobili, tappezzerie e decorazioni antiche.

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Alcuni dettagli delle decorazioni e degli arredi in particolare mi hanno colpito per la loro originalità, bellezza e anche funzionalità.
Le decorazioni delle porte, dette “bussole”, risalgono alla risistemazione settecentesca degli ambienti della quadreria promossa Niccolò Martelli (1778-1853). Gli intagli in legno dorato, che in ogni sala raffigurano oggetti diversi, quali per esempio strumenti musicali, torce e corone di alloro, furono eseguiti nel 1824-1825 da Paolo Sani, famoso intagliatore che decorò le carrozze di gala del Granduca di Toscana. Da notare anche le belle manigliette in bronzo alcune a forma di libellula.

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L’arredo del salotto giallo o Sala dei Continenti, anche se eseguito in epoche diverse, tra Sette e Ottocento, è finemente tappezzato in seta gialla-oro con motivi floreali all’orientale: questo tessuto fu eseguito appositamente negli stessi anni della decorazione pittorica, e la seta impiegata proveniva dalle coltivazioni di gelsi e bachi da seta possedute dalla famiglia a Sammontana nell’empolese. Il gusto orientaleggiante, che ben si sposava con il tema esotico di questa sala dedicata ai Continenti, è ripreso dai due vasi di porcellana cinesi del XVIII secolo. Tra i mobili ottocenteschi fanno parte dello stesso nucleo più antico i parafuoco davanti al camino, i divani a due posti e le otto sedie.

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Il boudoir contiguo al salotto giallo è finemente decorato da stucchi settecenteschi e presenta due porte a specchio con cornici lignee dorate e laccate sovrastate da tre cartigli in stucco entro i quali sono dipinti fini paesaggi. Sono qui conservati, oltre a statuine di porcellana e altri piccoli oggetti, anche alcuni antichi tomboli per lavorare il pizzo.

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Al piano terreno sul cortile grande si apre un ambiente dall’atmosfera molto intima ed affascinante, una “stanza-paese” interamente affrescata nel 1822 da scene bucoliche attribuite a Niccolò Contestabile.

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Photo Credit: Carla Costa

Dopo aver lasciato palazzo Martelli, nel pomeriggio ho visitato Florence Creativity, la fiera della creatività e del fatto a mano.

Leggi l’articolo: Al Florence Creativity

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